
"Impossibile senza strategia e incentivi"
Sospeso fra la voglia di esultare per un provvedimento che, sulla carta, dovrebbe mettere il turbo e moltiplicare le richieste di lavori. E, dall’altra, tormentato dalla nuda realtà: quella che, oggi, con uno Stato che non riesce a smaltire crediti già pagati per il superbonus, ha iniziato a far scricchiolare il settore edile e tutta la filiera. Il presidente dell’Ance, Giannetto Marchettini (foto), riflette sulle prospettive di una direttiva che, senza una strategia di governo nazionale, rischia di trasformarsi in un boomerang. Per famiglie e aziende. "Di fronte a una classe D obbligatoria entro il 2033 - riflette - un povero proprietario dovrà fare interventi che, soprattutto nei piccoli Comuni, con classi di partenza come la E e la F senza incentivi, non gli converrebbero. La cifra dei lavori rischierebbe di superare il valore dell’immobile".
I guai sarebbero, a oggi, anche per le ditte. "Chi vive sul campo come noi conosce la complessità di efficientare. Uno dei cardini sono gli infissi e il fotovoltaico: oggi dobbiamo comprare il materiale, pagare tutto in contanti con il rischio, a causa di queste scadenze secche, che nel mercato si creino forti speculazioni. Sisma bonus ed ecobonus anticipavano già la direttiva Ue e davano il via a un percorso virtuoso. Ma serve un piano strategico del legislatore per tenere tutto insieme: a oggi efficienta solo chi ha capienza fiscale, mentre il vero tema è farlo nelle case popolari, quelle che hanno maggior bisogno. Lo Stato non può fare solo il ragioniere, serve un investimento politico". Intanto Ance insieme a Confindustria e sindacati sta mettendo a punto una lettera che verrà inviata a Prefetto e presidente della Provincia per fare il punto sulle difficoltà di incassare i crediti vecchi legati al superbonus. Soldi che le aziende hanno già speso. E per ora non tornano indietro.