PAOLA TOMASSONI
Cronaca

La sfida per la diagnosi del diabete. Nuovi biomarcatori nel sangue

Studio fra biologia molecolare, bioinformatica e ricerca clinica condotto dal professor Guido Sebastiani. Il progetto del team di ricerca dell’Università apre la strada a terapie innovative e personalizzate.

Il team. del prof Guido Sebastiani (secondo da dx). opera alla Fondazione Toscana Life Sciences,. coordinamento del professor Francesco Dotta (primo a dx)

Il team. del prof Guido Sebastiani (secondo da dx). opera alla Fondazione Toscana Life Sciences,. coordinamento del professor Francesco Dotta (primo a dx)

Uno studio sui biomarcatori per la diagnosi precoce del diabete, che apre la strada a trattamenti terapeutici innovativi e personalizzati. Il professor Guido Sebastiani, ricercatore nel campo della biologia molecolare e del diabete dell’Università di Siena, ha ricevuto il Career development Award da Breakthrough T1D, principale organizzazione no profit statunitense dedicata al supporto della ricerca sul diabete di tipo 1. L’innovativa ricerca è condotta dal team che opera presso Fondazione Tls, sotto il coordinamento del professor Francesco Dotta.

Il progetto del professor Sebastiani mira a colmare una lacuna critica nella comprensione della patogenesi del T1D, identificando nuovi biomarcatori di RNA non codificante circolanti nel sangue. Questi biomarcatori hanno il potenziale di rivoluzionare il modo in cui il diabete di tipo 1 viene diagnosticato e trattato, offrendo un approccio di ’biopsia liquida’ per rilevare la malattia in modo precoce.

"Ricevere il Career Development Award è un grande onore e un’opportunità per approfondire la nostra comprensione del diabete di tipo 1 – sottolinea il professor Sebastiani –. Questo progetto rappresenta il risultato di oltre un decennio di lavoro collaborativo nel campo, fra il team Unisi e i partner nel consorzio europeo INNODIA".

"Esprimo grande soddisfazione, sia personale che a nome del gruppo di ricerca che ho il privilegio di coordinare – aggiunge il professor Francesco Dotta, ordinario di Endocrinologia –. Oggi, nell’era della medicina di precisione, siamo chiamati a sviluppare procedure diagnostiche e trattamenti personalizzati nelle patologie autoimmuni, come il diabete tipo 1, che vedono al loro interno gruppi eterogenei di pazienti. Il progetto del professor Sebastiani getta le basi per la conoscenza di nuove molecole di RNA, utili per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e per la scoperta di biomarcatori per diagnosi e gestione del diabete tipo 1".

Il progetto DISCO-T1D – questo l’acronimo della ricerca – adotta un approccio multidisciplinare, combinando tecniche avanzate di biologia molecolare, bioinformatica e ricerca clinica. Utilizzerà il sequenziamento di RNA e analisi avanzate dei dati per costruire il database più completo di RNA non codificanti circolanti associati al T1D. Il progetto esplorerà anche le origini cellulari di questi RNA per comprendere meglio il loro ruolo nella progressione della malattia e nella risposta alle immunoterapie.