REDAZIONE SIENA

Maltratta moglie e figli. In casa senza luce e acqua: “Colpiti con la cintura”

Ma l’uomo documenta al giudice che era affettuoso con i piccoli. L’uomo è stato condannato con rito abbreviato a 2 anni e 4 mesi

Molto pesanti le accuse nei confronti dell’uomo che vive da molti anni nel Senese: il procuratore Boni aveva chiesto 4 anni e 2 mesi

Molto pesanti le accuse nei confronti dell’uomo che vive da molti anni nel Senese: il procuratore Boni aveva chiesto 4 anni e 2 mesi

Siena, 5 aprile 2025 – Un rapporto finito. Separati in casa. I litigi continui, le tensioni. I problemi economici e persino lo sfratto. Ingredienti di una storia di relazioni ’malate’ fra coniugi che sarebbero ricadute anche sui figli minori. Spuntava una cintura, quando non rigavano dritto o si comportavano, secondo il padre, in maniera sbagliata.

Maltrattamenti aggravati e lesioni, l’accusa della procura nei confronti di un uomo straniero che ha negato, con forza, l’atteggiamento prevaricatore nei confronti dei ragazzi e della ex. Vibrata la difesa dell’avvocato Roberto Ivan Picci che in aula, nell’udienza a porte chiuse davanti al gup Sonia Caravelli, ha delineato - documenti alla mano - una ricostruzione diversa soprattutto nei confronti dei figli verso i quali ha mostrato in realtà attenzioni. Ed un atteggiamento premuroso.

Il procuratore Andrea Boni aveva chiesto la condanna a 4 anni e 2 mesi, con rito abbreviato, descrivendo a tinte forti l’atteggiamento tenuto dal padre fra il 2022 e il 2024. Violenza economica nei confronti della moglie rifutandosi di pagare anche le bollette di acqua, gas ed elettricità tanto che erano state staccate. Con tanto di conseguente intimazione di sfratto che aveva gettato la famiglia nella disperazione. Nella coppia ormai il rapporto non funzionava più, si parlava di pratiche divorzio ma avrebbe tenuto i documenti dei figli in modo che così la donna non poteva tornere nel paese di origine per sbrigarle.

Avevano continuato a vivere fra le stesse mura, si era alzato il livello tensione. Era bastata poi, secondo l’accusa, una bombola del gas non acquistata a scatenare la rabbia. L’avrebbe aggredita e presa per il collo, sostiene lei. Che non è mai stata presente ad un’udienza, né si è costituita parte civile. Le strade si sono ormai separate. Nel lungo elenco di eccessi anche il ritorno a casa dell’uomo danneggiando la porta d’ingresso e mettendo la colla nella serratura per impedire che si chiudesse dall’interno.

Il giudice ha riconosciuto all’imputato le attenuanti condannandolo a 2 anni e 4 mesi, con la possibilità di accedere alla pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità che dovrà essere definita.

La.Valde.