ROSARIO SIMONE
Cronaca

Monte Oliveto Tra lavoro e spiritualità

In una mostra all’abbazia, si raccontano secoli di operosità. Don Benedetto: "Vogliamo far conoscere la nostra attività a 360 gradi"

Don Benedetto tra le meraviglie dell’abbazia di Monteoliveto

Don Benedetto tra le meraviglie dell’abbazia di Monteoliveto

Ora, Labora et Lege è il motto di San Benedetto che da secoli ispira i benedettini. La comunità monastica olivetana ha deciso di investire tre anni e di sfruttare la spettacolare biblioteca dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore proprio per spiegare al grande pubblico i tre principi che ispirano i monaci. Nel 2023 era stata allestita un‘esposizione dedicata alla preghiera (Ora in latino vuol dire Prega!), con libri manoscritti per preghiera e liturgie e tanto di miniature.

ll 2024 era stato dedicato al secondo motto: Lege, ovvero Studia! In mostra le più antiche bibbie a stampa del mondo. Il 23 marzo, festa di S. Benedetto, si è aperto l’anno dedicato a Labora. "Le bacheche che vediamo qui nei locali dell’antica biblioteca affrontano sei temi del lavoro dei monaci. La prima sezione è dedicata ai monaci-agricoltori dove si raccoglie per esempio un libro del ’600 con incluso un contratto di mezzadria con tutte le attività stagionali oltre a quaderni dell‘800 con descrizioni di sementi e animali", spiega la curatrice della mostra Mariapia Cattolico, della Cooperativa Opera d‘Arte. La seconda sezione è dedicata agli amanuensi e mostra manoscritti di periodi diversi, per lo più a uso interno.

La terza sezione è dedicata alla farmacia, con libri a stampa molto antichi, foto d’epoca, etichette di antichi liquori. Qui si ricostruisce una antica attività a beneficio non solo dei religiosi ma anche dei residenti del circondario. In una teca è esposto anche il cosiddetto "cerotto benedettino" il quale, applicato dopo essere stato scaldato, rimarginava le ferite. La quarta sezione si intitola Scienziati.

"Nel ’600 alcuni monaci olivetani divennero professori universitari – spiega Mariapia Cattolico –. In mostra ci sono due esemplari di libri, uno del 1639 (uno studio su incarico di Galileo Galilei), un altro del 1760 e un manuale astronomico manoscritto di fine 800". La quinta sezione è dedicata al restauro della carta e della pergamena, ma anche delle copertine di cuoio e legno. La sesta sezione è dedicata all’attività principale di oggi: l’azienda agricola, con oggetti legati alle degustazioni di olio e vino, etichette di grande impatto come quella di un vino rosato che riproduce la R di un corale o quella con la riproduzione della carta di fondazione dell’abbazia (1319), etichette idrorepellenti, oggetti in legno per esposizione e confezionamento.

"La parola d’ordine di questa iniziativa – spiega don Benedetto, che si occupa del negozio e della parte amministrativa – è l’ampiezza a 360° dell’attività monastica. Un aspetto tecnico e connesso al lavoro, ma mai disgiunto dalla dimensione spirituale che noi monaci cerchiamo di vivere nella quotidianità".