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I secchi sistemati nel transetto per raccogliere l’acqua che filtra dentro alla basilica
Siena, 27 febbraio 2025 – Piove sul bagnato. Perché il problema delle infiltrazioni nel lato del transetto della basilica di San Domenico è annoso. Doveva essere risolto, dopo il grande intervento che mise al riparo dai temporali la navata centrale nel corso del 2015. Invece bastava andare ieri mattina nell’edificio religioso dove è custodita la testa di Santa Caterina, patrona d’Italia e d’Europa, per vedere le gocce che cadevano sul pavimento, scivolando fino alla sacrestia.
L’intera area è stata resa inaccessibile da un cordone di sedie, poi c’erano secchi a raccogliere le infiltrazioni dal tetto. Una situazione che stride con il cartello posto all’ingresso della basilica dove si indica che è chiesa giubilare. Dunque non un bel biglietto da visita per i turisti e i fedeli che anche ieri, nonostante la brutta stagione, si trovavano in chiesa per ammirare le opere e omaggiare la patrona d’Europa.
Possibile che non si riesca a porre rimedio a un problema così nella chiesa simbolo della nostra città, insieme al Duomo e alla Basilica di Provenzano? Sembra che sia trascorso un secolo, non nove anni, da quando fu risanato il tetto sovrastante l’enorme navata centrale di San Domenico grazie ai fondi che erano arrivati dal Fec, il Fondo edifici culto che afferisce al ministero dell’Interno. Prima era stata rifatta e resa stabile la porzione sopra la sacrestia, quindi era toccato alla copertura della navata centrale e di quella sul lato delle finestre dove è conservata la reliquia della Santa. Una soluzione dopo decenni in cui si viveva in mezzo ai catini e agli stracci. I lavori erano durati un anno, realizzati grazie anche alla sensibilità dell’allora soprintendente Emanuela Carpani, restituendo alla comunità un bene di tutti. E risolvendo anche la presenza delle faine sul tetto che finivano per smuovere le tegole consentendo all’acqua di filtrare.
Serve dunque un nuovo sforzo per rendere dignitosa, com’è giusto che sia, l’antica basilica visto anche l’anno giubilare. Altre infiltrazioni, oltre a quelle storiche nel lato del transetto, si stanno registrando anche in una piccola cappella che si trova sul retro di quella dove è custodita la testa di Santa Caterina nella quale campeggiano gli affreschi del Sodoma. Anche qui l’umidità è forte potrebbe creare problemi a uno degli scrigni più preziosi della devozione in città.
Se questi sono certi gli interventi più urgenti è impossibile, recandosi nell’edificio di culto, che l’occhio non cada sullo spazio esterno all’ingresso della basilica. Prima infatti c’era un’area verde. Un pratino ben tenuto dove spesso si fermavano i ragazzi in gita e i turisti per riposarsi, seduti sulle scale oppure sul bordo dell’aiuola. Oppure direttamente nell’erba. Adesso sarebbe impossibile avendo lasciato il posto soltanto al fango tanto che ieri era impraticabile.
Da anni si ripete che bisogna incentivare il turismo religioso perché può rappresentare un ’polmone’ economico importante per la città. Come dimostra del resto il Duomo che è stato valorizzato. Bisognerebbe allora far seguire alle intenzioni i fatti concreti. E ridare luce, ciascuno per la propria competenza, ad un gioiello troppo spesso dimenticato di Siena.