
Era accusato di maltrattamenti ma il collegio sentenzia: "Il fatto non sussiste". Decine di testimonianze e tante udienze per fare chiarezza sul rapporto con la ex. . .
Decine di testimonianze. Un processo lunghissimo su una vicenda che copriva un arco di tempo compreso fra il novembre 2017 e fine dicembre 2020. Nel mezzo un rapporto, ormai finito, di una coppia. Lui 36 anni, lei 37. Ed una bambina frutto del loro amore, contesa e al centro delle deposizioni e dell’indagine che aveva portato ad accusare l’uomo di maltrattamenti. E di comportamenti a dir poco inusuali nei confronti della ormai ex compagna. Fra quelli contestati dalla procura l’atteggiamento del futuro padre nel corso della gravidanza della compagna e durante il parto. Sarebbe emerso, anche questo è stato oggetto dell’istruttoria e di approfondimento, che l’aveva costretta a dimettersi dall’associazione per l’infanzia di cui era presidente finendo per ostacolare la sua attività. Ma una delle accuse più gravi e comunque delicate riguardava il momento in cui la figlia era venuta alla luce. L’uomo pretendeva che non fosse presente personale medico al parto. Di più: quando si era accorta di non avere molto latte lui aveva suggerito di sopperire prendendo una capretta. Ma lei aveva detto ’no’ alla sua idea e allo stile di vita che intendeva imporle.
Ma l’accusa di maltrattamenti alla fine è caduta, nonostante il pubblico ministero nell’udienza precedente avesse concluso chiedendo la condanna a tre anni dell’imputato, difeso dall’avvocato Filomena D’Amora. Che si è battuta per dimostrare che i comportamenti contestati e che avevano portato l’ex compagna a costituirsi parte civile, in realtà non configuravano il reato di maltrattamenti. Il collegio Frangini ha letto ieri mattina la sentenza di assoluzione con formula piena: ’ il fatto non sussiste’.
Caduto quindi il castello accusatorio dove rientrava anche il comportamento tenuto in occasione della pandemia durante la quale, a dire degli investigatori, il padre avrebbe preteso che la piccola non venisse in contatto neppure con la nonna che spesso la accudiva, aiutando come fa ogni madre la propria figlia. L’uomo sarebbe arrivato a chiamare i carabinieri sostenendo che la presenza della nonna rappresentava un rischio per la salute della bambina.
Laura Valdesi