Siena, 20 marzo 2025 – L’atmosfera? Quella di sempre. I nonni a comprare i carrettini artigianali con le pigne delle Contrade per i nipoti, il profumo dei brigidini. L’enorme porchetta che fin dal mattino stuzzica l’appetito. E poi le frittelle di San Giuseppe, sfornate a nastro dagli ondaioli. I tavoli in strada, il sapore di una volta. Niente a che vedere con la definizione di "fiera promozionale" che era spuntata in una delibera comunale del 25 febbraio scorso che puntava ad ampliare le specialità merceologiche per renderla più attrattiva. Quella di San Giuseppe era – e resta nel dna – una festa al di là della dicitura tecnica utilizzata in quell’atto. Una festa religiosa con le messe ieri celebrate alle 8, alle 9, alle 10, alle 11 e alle 12 seguite, alle 19, da quella solenne celebrata dal cardinale Augusto Paolo Lojudice. Al termine di ognuna sono stati benedetti tanti babbi, presenti in buon numero. E anche i nonni perché, come dice don Gaetano Rutilo, sono babbi due volte. Una tradizione relativamente recente che incontra il favore dei contradaioli e di tutti i cittadini. Via Duprè si è trasformata per un giorno in un rione in bianconero, con la gente in strada. Di ogni Contrada ed età. Dove il collante sociale era lo stare insieme. Un tuffo nel passato, vista la frenesia tecnologica attuale.
"San Giuseppe è una festa, non una fiera anche se ci sono banchini dei giochi e dei dolci – osserva il priore Massimo Spessot –, l’ufficio addetto del Comune insiste a chiamarla fiera, gli ho anche scritto. Una festa religiosa che l’Onda ha mutuato da secoli dalla tradizione dei legnaioli. E poi anche una festa civile, fino al marzo 1977 si faceva festa in tutta Italia, anche a scuola, per questa ricorrenza". Aperto ieri il chiesino con Armando Santini a fare da cicerone, spalancate le porte del museo "dove ci sono state anche alcune scolaresche in visita. Una cosa bellissima e da incentivare. Aperto l’oratorio", sottolinea Spessot. Che alle 11 ha alzato i calici per il tradizionale brindisi con assaggio di frittelle nella cripta della Contrada, presenti il rettore del Magistrato e il Consorzio tutela del Palio.