ORLANDO PACCHIANI
Cronaca

San Miniato, anno zero: "Ritardi ingiustificati nei lavori per i tetti. Sciolto il contratto"

Dopo l’ennesimo allagamento negli alloggi Erp, la presidente di Siena casa Elena Burgassi spiega la situazione: "Siamo in attesa degli accertamenti tecnici, al momento non possiamo intervenire".

San Miniato, anno zero: "Ritardi ingiustificati nei lavori per i tetti. Sciolto il contratto"

L’allagamento di due giorni fa in un palazzo di via Di Vittorio, nel box Elena Burgassi

Nel breve giro di una settimana, il tema casa ha registrato tre importanti novità (più una quarta notizia purtroppo ricorrente e assai poco gradevole): prima l’annuncio della ripresa del progetto per 24 alloggi popolari a San Miniato, poi il primo report consegnato all’Osservatorio delle politiche abitative, quindi l’acquisto di 18 appartamenti da parte del Comune da destinare ad affitti a canone concordato, infine l’ennesima giornata d’inferno vissuta in alcune abitazioni Erp a San Miniato dove i forti temporali provocano infiltrazioni e allagamenti con seccante regolarità.

"Le pareti sono diventate ruscelli, per l’ennesima volta siamo stati a costretti a trasferirci in albergo perché l’appartamento era allagato", denuncia l’inquilina dell’abitazione principalmente colpita, in via Di Vittorio a San Miniato.

Ma possibile che non si riesca a intervenire? Il quesito, girato a Siena casa che gestisce il patrimonio Erp dei 35 Comuni senesi, trova una prima risposta dalla presidente Elena Burgassi. "Abbiamo appaltato a giugno 2023, con fondi Pnrr, interventi risolutivi sulle coperture di sei fabbricati – spiega Burgassi – che sarebbero dovuti terminare il 9 giugno di quest’anno. Purtroppo si sono verificati notevoli e del tutto ingiustificati ritardi che ci hanno costretto, dopo numerosi solleciti, a risolvere il contratto. Ad oggi è stata portata a termine solo una percentuale ridotta di lavori sul primo fabbricato".

E ora, in realtà, la situazione è completamente paralizzata, perché la ditta ha presentato ricorso per ottenere un accertamente tecnico preventivo. "E quindi – osserva Burgassi – siamo in attesa che venga nominato il Ctu, fatto che ci impedisce di scorrere la graduatoria e procedere con i lavori. Nel fabbricato non interessato dal progetto complessivo, in questi giorni proviamo a realizzare un intervento tampone, anche in previsione delle prossime piogge".

Resta una difficoltà generale di manutenzione del patrimonio Ero, simboleggiato dai 142 alloggi su 1038 non assegnabili al momento, ma anche dalle difficili condizioni di parte del patrimonio. Il Comune si è fatto avanti anche per intervenire direttamente laddove possibile: "Abbiamo detto all’amministrazione di Siena che può realizzare piccoli lavori che poi noi rimborseremo, una richiesta arrivata anche da Rapolano. Per eventuali interenti sul patrimonio, ricordo invece che tutto deve sempre passare dalla Regione".

Un tema cruciale, quello della disponibilità, al centro da tempo del confronto politico. Il Comune sarebbe anche pronto ad acquisire alloggi, se si trovasse la formula adeguata: l’operazione di San Miniato, dove sono stati comprati 17 alloggi per destinarli ad affitti a canone concordato, va in questa direzione e pare un segnale lanciato a Siena casa e Regione. Così come la disponibilità di riprendere in mano il progetto per i 24 alloggi a San Miniato, anche se qualcuno dovrebbe spiegare come sia stato allora possibile buttare i 5 milioni di euro di finanziamenti previsti per analoga operazione in viale Bracci. Gianluca Marzucchi e Adriano Tortorelli, di Polis e Progetto Siena, non mancano di battere sul solito tasto: "È necessario reperire le risorse anche con la vendita degli appartamenti assegnati a famiglie affrancate dal bisogno iniziale, e quindi in grado di acquistare l’immobile in cui abitano".