
L’avvocato Guidarelli insieme alla giovane schermitrice che all’eopoca dei fatti aveva solo 17 anni: è venuta in tribunale solo per l’incidente probatorio
di Laura Valdesi
Schermitori accusati di stupro, il giudice Andrea Grandinetti ha detto sì alla giustizia riparativa prevista dalla riforma Cartabia. Un via libera che ha fatto slittare la data della sentenza sul caso avvenuto in un hotel di Chianciano dal 17 giugno – era stato deciso di discutere l’abbreviato secco – a dopo l’estate. Al 4 novembre, per l’esattezza, quando il gup potrà prendere visione dell’esito del percorso riparativo compiuto dai due giovani imputati, Lapo Pucci, 20 anni, ed Emanuele Nardella. Un passaggio chiave. E non solo perché la giustizia riparativa viene per la prima volta concessa ed applicata dal tribunale di Siena (un solo caso in cui era stata chiesta in precedenza però non concessa) ma anche perché dà diritto ad uno sconto di pena in presenza di un’eventuale condanna. Il percorso deve essere iniziato entro 30 giorni e, se portato a termine positivamente, può configurare infatti un’attenuante specifica nel caso in cui ci fosse una condanna. E anche se la ragazza, attraverso i suoi difensori ha negato la partecipazione l’iter può essere svolto lo stesso in modalità di ’vittima aspecifica’ perché è un’acquisizione di consapevolezza.
E’ bastata un’ora per consentire alle parti di intervenire e al giudice per decidere. Il pm Serena Menicucci si è opposta alla concessione, in linea con la posizione assunta dall’avvocato Luciano Guidarelli che assiste la giovane campionessa di origini messicane anche se gareggia per la nazionale uzbeka. "Abbiamo espresso la nostra contrarietà al fatto che venisse concesso ai due imputati di adire alla giustizia riparativa – spiega Guidarelli – perché ci sembra prematuro farlo in questa fase nella quale ancora non c’è stata una presa di coscienza di quella che è la responsabilità dell’addebito mosso. Insomma, ricorrere a questo strumento previsto dalla riforma Cartabia non è un’ammissione tacita di responsabilità, tutt’altro visto che i due schermitori continuano a rivendicare la loro innocenza. L’istituto ha un altro obiettivo, arrivare ad una riduzione della pena. Ma se tale è l’approccio siamo in presenza di una sorta di tana libera tutti. Un’applicazione a nostro avviso distorta". Anche il Comune di Chianciano, rappresentato dagli avvocati Mauro Cesaroni e Alice Crociani, si era opposto alla concessione.
La ’linea’ dell’avvocato Enrico De Martino, che ieri parlava anche a nome degli altri due difensori degli imputati, ha dunque retto. "Un binario parallelo rispetto al processo penale – si limita a spiegare il legale – che tende a cercare di riparare il danno emotivo causato dal fatto. Non c’è assolutamente un’ammissione di responsabilità. Non è prevista dalla norma e, anzi, noi abbiamo espressamente negato e contestato il reato". In Toscana non ci sono ancora centri abilitati per la giustizia riparativa. Ma poiché non è necessario che avvenga nel luogo dove è stato effettuato il reato, Pucci frequenterà quello attivato a Milano, Nardella invece in Trentino Alto Adige dove attualmente presta servizio nell’esercito.
Nel febbraio scorso c’era stata l’ammissione delle parti civili – dentro il Comune di Chianciano, fuori Federscherma – ed il sì del giudice al rito abbreviato. Che sarà appunto, con relativa sentenza, il 4 novembre prossimo. Quando deciderà sull’eventuale responsabilità dello stupro di gruppo da parte dei due giovani atleti. Come si ricorderà, tutto accadde nella notte fra il 4 e il 5 agosto 2023 in un hotel di Chianciano durante un camp di scherma.