Si dovrebbero conoscere a breve le motivazioni della sentenza, considerata storica, sul caso di presunte torture al carcere di Ranza nei confronti di un detenuto tunisino nel 2018 per cui sono stati condannati, a vario titolo, cinque agenti della penitenziaria del carcere di San Gimignano.
Il collegio presieduto dal giudice Simone Spina, che il 9 marzo scorso aveva preso 90 giorni di tempo per le motivazioni (poi il termine era slittato appunto al 6 settembre) ha comunicato il deposito delle ragioni su cui si è basata la condanna. Le pene inflitte variavano da 5 anni e 11 mesi a 6 anni e mezzo, più il risarcimento del danno. "Usciamo scontenti – aveva dichiarato l’avvocato Fabio D’Amato che insieme al collega Nicola Anelli difendeva un ispettore superiore – ma lasciamo la parola ai gradi successivi di appello per dimostrare la bontà di un operatore stimato". "Se si qualifica così questa condotta non so per altre cosa potrebbe accadere", le parole dell’avvocato Manfredi Biotti, difensore di 4 degli imputati. Anche lui annunciando l’appello.
La.Valde.