SOFIA COLETTI
Cronaca

Belle Arti L’Accademia vola e guarda al futuro

A Perugia cerimonia di inaugurazione dell’Anno ’24-’25. Record di matricole e iscritti. D’Acchille e Rampini: "Ecco i progetti in arrivo"

A Perugia cerimonia di inaugurazione dell’Anno ’24-’25. Record di matricole e iscritti. D’Acchille e Rampini: "Ecco i progetti in arrivo"

A Perugia cerimonia di inaugurazione dell’Anno ’24-’25. Record di matricole e iscritti. D’Acchille e Rampini: "Ecco i progetti in arrivo"

Record storico di matricole e di iscritti, un percorso di internazionalizzazione, il potenziamento dell’attività didattica e poi interventi sulla sede e l’avvicinamento alle Università. Ma anche due nuovi Accademici d’Onore: l’attore Stefano Fresi e il critico d’arte Costantino D’Orazio. A due anni dalla statizzazione, l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci“ festeggia una rinnovata ed esaltante dimensione nella cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2024-2025 che si è tenuta ieri all’Auditorium San Francesco al Prato. A tracciare le linee dell’attività, tra progetti e traguardi, la direttrice Tiziana D’Acchille e il presidente Mario Rampini.

Si cresce, in quantità di corsi e studenti (quasi 700), e in qualità. Lo dice con orgoglio D’Acchille: "L’Accademia registra per la prima volta oltre 200 matricole, il numero più alto degli ultimi due decenni, prevalentemente italiani" La direttrice sottolinea "la risposta molto importante del territorio rispetto al rinnovo dell’offerta formativa rappresentata da 11 corsi di diploma di primo livello, 9 di secondo livello, un dottorato di ricerca, corsi propedeutici per studenti internazionali, corsi brevi ed estivi". Da qui l’idea di "potenziare le attività di orientamento internazionale, lanciando il messaggio di Perugia come città universitaria con speciale vocazione all’accoglienza e all’inclusione". E ricorda "l’attivazione di un percorso di Dottorato di Ricerca sul “Design delle identità “, unico in Italia con l’Accademia capofila" e il contributo di un milione e mezzo di euro stanziati dal Ministero dell’Università "per completare i lavori di restauro dell’ala ovest dell’edificio centrale di San Francesco al Prato".

La parola al presidente Rampini che sottolinea il nuovo percorso del Governo: “Da quando è stata statizzata nel gennaio 2023, le cose sono cambiate e proprio adesso, dopo 25 anni di silenzio sulla legge di riforma, il Ministero e il Parlamento si stanno muovendo per realizzare il processo di autonomia delle Accademie, ovvero di avvicinamento al settore terziario delle Università. I primi passi sono l’introduzione dei dottorati di ricerca e l’idoneità a livello nazionale". Questo, conclude, "sarà un anno molto impegnativo perché ci sarà l’esame con lo Stato per la conferma della statizzazione". Vicinanza e sostegno, anche per il futuro, è stata espressa dalle istituzioni, con l’assessore regionale alla cultura Tommaso Bori, il vice sindaco e assessore alla cultura, Marco Pierini, il consigliere della Provincia Riccardo Vescovi. In un saluto video l’onorevole Alessandra Gallone, delegata del ministro Bernini.

L’attenzione poi è tutta per i nuovi Accademici d’Onore. Introdotto dal politologo Alessandro Campi Costantino D’Orazio, direttore della Galleria Nazionale e dei musei statali umbri, ha tenuto la lectio su “Il ruolo delle Accademie nella storia dell’emancipazione femminile” a seguire l’attore Stefano Fresi, presentato da Alberto Pasquale direttore dell’Umbria Film Commission, ha regalato il monologo “Oddi il bifolco“.

"Mi fa davvero piacere ricevere questo riconoscimento, anche se mi considero un non accademico – commenta D’Orazio –. L’Accademia di Belle Arti ha un ruolo culturale e sociale importantissimo perché nella formazione dei nuovi professionisti della creatività si progetta e si costruisce il futuro". Per Fresi "ricevere un titolo accademico, soprattutto nelle Belle Arti, ha un valore gigantesco ed è la chiusura del cerchio dopo la trilogia di “Smetto quando voglio“ dove interpretavo un accademico che non sbarcava il lunario". L’attore conferma il legame con Perugia. "Ormai c’è un amore viscerale, mi sento mezzo perugino, per “Guerra e Pace“ durante la pandemia abbiamo vissuto al Morlacchi per ore. Tornare è sempre un’emozione e visto che sono un romanticone ho ripreso la stessa casa dell’altra volta".