
Al Cerp della Rocca Paolina è aperta “My Way“, antologica con oltre cento opere dell’autore perugino. Cinque sezioni e tanta creatività
Un appuntamento desiderato, inseguito, voluto. Così Angelo Buonumori racconta di sé, dei suoi sogni, delle attese e dei risultati reali, in una mostra che si direbbe enciclopedica perché racchiude i segni molteplici del suo agire, le stagioni, i traguardi, le attese realizzate. Il Cerp alla Rocca Paolina si ridesta, apre il lungo corridoio le stanze laterali, gli angoli suggestivi e ospita oltre un centinaio di opere che equivalgono a una dichiarazione di affetto verso l’arte. "Ora qui – osserva – ho raccolto cose del passato e altre degli ultimi tempi. Questa My Way è una antologica che mi sta davvero a cuore, forse per rappresentare il mio cammino estetico, nel tempo". Cinque temi, stazioni di sosta e di riflessione per un artista a tutto tondo, di genialità sospese nella poesia di un attimo, di impegni serrati tra razionalità del fare ed evasione. Prosegue Angelo. "Non dipingo più, piuttosto affido al disegno e alla tecnica, alla grafica computerizzata, all’inserto vagabondo il mio dire".
La ritrattistica introduce alla visione con una teoria di personaggi spesso riconoscibili con facilità per caratteristiche dei volti, particolari ribaditi, sprizzare di stille di humour, sguardi che catturano. I ritratti grafici si accendono con minuzie sempre qualificanti: i baffi di Frappi, ad esempio, la barba ispida e l’occhio di Haber, la gentile presenza di Luciana Bartella accanto all’indimenticabile Raponi o la stesura elegante e fatta di pochissimi inserti di Irene Kung, fotografa di sapore mondiale. Spazio anche al mito di Narciso, protagonista lo stesso Angelo, e la sua famiglia. Miriade di soggetti anche per i ritratti pittorici: larghe campiture di bianco e volti ricamati fino all’estremo, da Gianni Sani a Maurizio Pescari e Franco Benucci con lo sfondo del lago per arrivare a una splendida bimba, Martina, che la mamma accarezza dall’alto. Buonumori è un prestigiatore dell’immagine. La malìa si snoda, la tecnica è sovrana, la lirica diventa un profumo intenso e dolce. Per ricordare: è stato direttore creativo di griffe internazionali della moda e docente universitario sul design della comunicazione. Corre il pensiero. Ci si interroga sulle possibilità evocative delle grane delle foto. Dai frammenti ingranditi, scomposti e riveduti, sposati alla casualità, si ottengono altre visioni. Nutrita è la serie dell’astrazione, libero ingresso nel territorio di un sognatore con i piedi saldamente poggiati su una nuvola. Non si dimentica l’alfabeto dalle raffinatissime intonazioni. Ogni opera possiede una scritta, un motto, un richiamo e Buonumori seduce, da autentico Immaginifico. Mostra aperta fino al 13 aprile (dal martedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle ore 10 alle 19).
Mimmo Coletti