
Alla manifestazione tanti sindaci, amministratori locali, consiglieri e parlamentari ma anche cittadini
Hanno esposto cartelli con la scritta "no a nuove tasse" (fotoservizio Crocchioni) i tanti sindaci, amministratori locali, consiglieri regionali e parlamentari del centrodestra ma anche cittadini che hanno manifestato a Perugia contro l’annunciato aumento delle aliquote fiscali da parte della Regione guidata dal centrosinistra per fronteggiare quello che ritiene il disavanzo nei conti della Sanità. I manifestanti inizialmente hanno sostato davanti alla sede dell’Assemblea legislativa occupata da una settimana dai rappresentanti delle opposizioni per chiedere i documenti sulla verifica dei conti. I consiglieri hanno annunciato l’intenzione di restare a Palazzo Cesaroni almeno fino al 10 aprile, data del prossimo Consiglio regionale. Il sindaco di Cannara Fabrizio Gareggia ha letto il testo di una lettere inviata al presidente di Anci Umbria con la quale diversi amministratori di centrodestra gli chiedono "di opporsi fermamente al disegno di legge della Giunta regionale che aumenterà la pressione fiscale su famiglie e imprese umbre". La manifestazione si è poi spostata davanti a Palazzo Donini sede della Giunta. Sono stati quindi raggiunti dalla presidente Stefania Proietti che – sollecitata da alcuni esponenti dell’opposizione – ci ha messo la faccia e ha preso il megafono, spiegando le proprie ragioni. In piazza sono scesi, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Donatella Tesei e il sindaco di Terni, neopresidente della Provincia, Stefano Bandecchi. Con loro il segretario umbro della Lega Riccardo Augusto Marchetti e il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi. Proprio Bandecchi ha mostrato una certa ’apertura’ al dialogo con la presidente, in attesa di capire cosa accadrà nelle prossime ore.
"Anche oggi ci troviamo costretti a denunciare la comunicazione fuorviante messa in atto dalla Giunta – affermano i consiglieri regionali di opposizione –, che ha dichiarato che il disavanzo sarebbe di 73 milioni, ma di questi solo 34 riguardano il bilancio sanitario regionale, mentre 39 sono del fondo di dotazione, che peraltro è in atto dal 2013, in merito al cui recupero la Giunta dovrebbe avviare una trattativa con il Mef, chiedendo di dilazionarlo negli anni a venire, come è sempre stato fatto in passato senza gravare sui cittadini con aumenti di tasse ingiustificati. Dimostrino un briciolo di buonsenso e ritirino la folle manovra di rastrellamento di soldi dalle tasche di cittadini e imprese – continuano i consiglieri del centrodestra –, perché non è necessaria ad altro se non a svuotare le tasche degli umbri per gonfiare le casse pubbliche creando un tesoretto a disposizione della Giunta per spese promesse in campagna elettorale".