MICHELE NUCCI
Cronaca

Come cambia via Settevalli. Scatta la demolizione del Mercato ortofrutticolo

Proprietari in ritardo, il Comune interviene per fare spazio al Metrobus "Situazione presa in carico per non incorrere in disagi o incrementi di costi".

Il vecchio mercato ortofrutticolo di via Settevalli deve essere demolito per i lavori del Metrobus

Il vecchio mercato ortofrutticolo di via Settevalli deve essere demolito per i lavori del Metrobus

Per evitare ulteriori ritardi, il Comune ha deciso di demolire l’ex Mercato ortofrutticolo di via Settevalli, con costi che saranno recuperati in un secondo momento e addebitati al proprietario dell’area. È quanto emerge dall’ultima determina dirigenziale in materia, relativa alla storica struttura mercatale chiusa negli anni ‘90. L’area da abbattere è pari a 730 i metri quadri di edifici, circa la metà dunque, su un totale di 1.500 metri quadri presenti in quello spazio. L’operazione, dal costo di 111mila euro, è stata inserita in una variante al urbanistica approvata dal Comune per evitare ritardi nella realizzazione della prima linea del Metrobus, la linea di mezzi pubblici da 18 metri che collegherà Castel del Piano a Fontivegge. L’abbattimento infatti spettava alla società proprietaria dell’ex Mercato ortofrutticolo, la Polis Fondi Immobiliari, prima di trasferire i terreni al Comune (area sulla quale è atteso successivamente l’arrivo del primo supermercato Esselunga dell’Umbria).

Questo però non è avvenuto nei tempi previsti, creando un problema per il cronoprogramma del progetto del Metrobus stesso. "La demolizione in oggetto – è scritto nella relazione tecnica riportata dal Comune – era già prevista a carico del proprietario del lotto, ma nel corso dei lavori è intervenuto un imprevisto in cui la convenzione con il privato, che avrebbe dovuto rendere libere le aree destinate al progetto Brt, non ha avuto compimento. Ne consegue che il Comune ha dovuto prendersi in carico la demolizione oggetto di questa perizia inserendolo nell’appalto in oggetto al fine di non incorrere in notevoli disagi o un sostanziale incremento di costi". L’intervento prevede la cosiddetta "demolizione selettiva", una tecnica che permette di separare i rifiuti per frazioni omogenee con l’obiettivo di riciclarli, evitando così di portare tutto indiscriminatamente in discarica. Il nodo della questione è sempre lo stesso: il Metrobus deve essere pronto e collaudato entro la metà del 2026 e il rischio è che questo intoppo provochi ritardi, che significherebbero perdita del finanziamento europeo o di una parte di esso. Difficile credere che la Ue chieda indietro i soldi per qualche mese di ritardo e alla fine ci saranno di sicuro alcune proroghe. Ma intanto si corre per cercare di finire prima possibile per non correre alcun rischio.