PERUGIA - Chiedono di potersi costituire parte civile l’Università per stranieri di Perugia e Cittadinanzattiva nell’ambito del procedimento, davanti al gup di Perugia, per l’ipotesi di corruzione. Sono cinque gli imputati. Al centro delle contestazioni rivolte a Giuliana Greco Bolli, ex rettrice dell’università per stranieri di Perugia, alla docente della Stranieri, Stefania Spina, a Paolo Di Giovine, nel suo ruolo di docente ma anche di presidente della Commissione per l’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di docente di I e II fascia, a Daniele Piccini, direttore del dipartimento di Scienze umane e sociali della Stranieri, e alla docente universitaria Federica Annamaria Venier, dei presunti scambi di "reciproche utilità" conseguenti all’abilitazione di Spina a docente di fascia I, abilitazione funzionale alla vittoria, non lecita per la Procura, di un concorso indetto successivamente alla Stranieri, e all’ottenimento di due posti da ricercatore per studenti designati dalla controparte.
Sempre secondo l’accusa, Grego Bolli, abusando del suo ruolo, avrebbe indotto l’altro indagato, Piccini, "a non procedere, non convocando nei termini previsti dalla legge, il Consiglio di Disciplina, alla chiamata in servizio della docente che risultava essere la vincitrice effettiva della selezione per docente di fascia uno. In questo modo, sarebbe rimasto un posto da coprire da destinare a un candidato interno che era arrivato secondo". Per questo episodio specifico, viene contestata l’induzione indebita a dare e promettere utilità. Venier ha chiesto di essere giudicata con rito abbreviato condizionato alla testimonianza di una docente, sentita ieri. Mentre gli altri imputati procedono con rito ordinario. Si torna in aula il 24 giugno.