
Laura Santi con il marito Stefano Massoli
"Lo Stato mi uccide per mancanza di fondi par assistenza: chiedo aiuto alle istituzioni locali". Laura Santi, la giornalista perugina affetta da sclerosi multipla progressiva, che da anni sta conducendo la battaglia accanto all’associazione Luca Coscioni per ottenere la legge regionale sul fine vita, dal suo profilo Facebook lancia questo appello alle istituzioni locali. "Da luglio in poi - prosegue l’attivista - sarò priva dei fondi per assistenza integrativa di cui godo dal 2017, necessaria a pagarmi sia la badante che le terapie necessarie alla mia malattia. Da ben otto anni io ho potuto vivere grazie al bando “home care Premium“ che dà diritto a un assistenza personale oltre le ore di Asl. Quest’anno l’Inps nazionale ha introdotto un vincolo molto più restrittivo per gli aventi diritto. Possono infatti accedere al bando i congiunti di pensionati pubblici che siano iscritti pure al fondo credito Inps. Così non è per me, figlia di pensionati pubblici. Così non è, per altre centinaia di utenti disabili gravi sostenuti dal bando, circa 500 a Perugia e centinaia saranno gli esclusi. Dunque, nonostante io abbia il requisito prioritario dell’essere utente già da molti precedenti bandi, e nonostante il mio aggravamento, non godrò più di questa opportunità integrativa. Il che significa non tanto non avere un assistente personale, significa proprio non avere i soldi per pagare questa persona: tagliati così, dalla mattina alla sera. Da luglio io resto senza copertura per assistenza domiciliare e terapie riabilitative. E considerate che un assistente personale mi costa sui 1.400 euro netti in busta paga. Impossibile fare da sé. Impossibile sopravvivere".
"Lo Stato, lo stesso Stato che per due anni e mezzo ha voluto che io vivessi per forza e non fossi libera di morire – conclude Laura Santi – oggi mi sta dicendo con le sue istituzioni che non posso più vivere. Perché io ho una patologia in forma gravissima e necessito di assistenza continuativa".
Intanto, il mese scorso Laura Santi aveva aperto le porte di casa sua per presentare la campagna "Liberi subito", promossa dall’Associazione Luca Coscioni. L’iniziativa punta a raccogliere almeno 3.000 firme in pochi mesi, a partire da questi giorni, per proporre una legge regionale sul fine vita in Umbria, seguendo l’esempio della Toscana, che finalmente ha fatto chiarezza in materia.
Silvia Angelici