Roma, 3 aprile 2025 – "È stato un raptus, ho perso la testa, non volevo ucciderla". Si è difeso così Mark Antony Samson, l'ex fidanzato di Ilaria Sula che ha confessato di averla uccisa gettandone poi il corpo in un dirupo a Capranica Prenestina. Secondo quanto appreso dall’Agi, nel corso dell’interrogatorio di ieri, il giovane avrebbe detto di non aver premeditato il delitto della 22enne.
Intanto tracce di sangue sono state trovate nella sua casa di via Homs, nel quartiere Africano a Roma. Nell’appartamento la polizia scientifica ha anche rinvenuto un coltello, ma non si ha la certezza che sia quello utilizzato per compiere il delitto. Il ragazzo, in realtà, ha raccontato di aver buttato l’arma in un cassonetto subito dopo essersi disfatto del telefonino della vittima lasciandolo cadere in un tombino nel quartiere Montesacro.

La posizione dei genitori
Samson si è avvalso della facoltà di non rispondere circa il ruolo dei suoi genitori che si trovavano in casa quando la giovane originaria di Terni è stata uccisa. Al momento i due non risultano indagati, ma non è escluso che possa essere contestato loro il concorso in omicidio qualora le tracce ematiche, scoperte soprattutto nella camera da letto del giovane, dovessero corrispondere al sangue della vittima. Per avere i risultati, però, occorrerà aspettare la repertazione.
Nel pomeriggio è stato effettuato un ulteriore sopralluogo nell’abitazione da parte degli investigatori della scientifica, che questa mattina hanno invece passato al setaccio l'auto del ragazzo, utilizzata per trasportare il cadavere di Ilaria all'interno di una valigia, che è stata successivamente gettata in un'area boschiva poco distante dalla strada provinciale 45 b. Il veicolo è stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza nella zona.
Tre coltellate al collo
I primi risultati dell’autopsia hanno rivelato che Ilaria Sula è stata colpita con tre coltellate al collo ed è morta per choc emorragico. Per capire il giorno e l'ora del decesso serviranno però ulteriori esami, i cui risultati arriveranno nelle prossime settimane. L’ex fidanzato non ha fornito elementi in tal senso, nè sul movente nè su come si sono svolti i fatti. Il 23enne, attualmente detenuto in carcere, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere. Ma si sta valutando se ci siano anche le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.
Il ricordo e la rabbia degli studenti
Ilaria Sula, studentessa fuori sede di Scienze Statistiche all’università La Sapienza, risultava scomparsa dal 25 marzo scorso. I suoi genitori avevano presentato denuncia al commissariato San Lorenzo, nel quartiere dove la ragazza abitava con altri coinquilini. Questi ultimi, a loro volta, avevano tappezzato la zona con volantini artigianali per ritrovare l'amica e collega.
Ieri centinaia di studenti si sono ritrovati davanti alla facoltà per ricordarla, per poi dare vita a una manifestazione spontanea. E in duemila si sono radunati pure oggi nell’ateneo, esponendo uno striscione con la scritta "Ci vogliamo vive" sotto la statua della Minerva. Ma non solo a Roma, in tutto il Lazio, gli studenti hanno manifestato per far sentire la loro rabbia, chiedendo di intitolare le scuole con i nomi delle donne uccise nel 2025 per mano di un uomo.
Il femminicidio di Ilaria, peraltro, è stato scoperto a meno di un giorno di distanza da quello di Sara Campanella, anche lei studentessa universitaria uccisa a coltellate in strada a Messina da un collega di corso.