SILVIA ANGELICI
Cronaca

Il vecchio banco sulle scale. Testimone di scritture e sogni

Con gli occhi dei bambini: storie di scuola attraverso il tempo, raccontate dagli arredi . CLASSE V DELLA ELEMENTARE SENZA ZAINO SCUOLA “BARTOCCINI“ (PISTRINO-CITERNA).

I “Cronisti in classe“ di Pistrino, scuola senza zaino

I “Cronisti in classe“ di Pistrino, scuola senza zaino

CIAO! Mi chiamo “Il vecchio banco sulle scale” ancora in piedi ma dimenticato. "Mi chiamano così perché consumato dal tempo e dai ricordi, ma io so bene chi sono. Sono un pezzo di storia, un testimone di tantissimi anni di scuola. Ero un banco importante dove potevano sedersi due bambini, uno di fianco all’altro. Il piano per scrivere era molto stretto, di quelli con il calamaio scavato nel legno, all’interno del quale veniva messo un contenitore con la china, un inchiostro nero. I bambini per scrivere usavano un pennino che stringevano con le loro manine tremanti, sperando di non sbagliare.

Qualche bacchettata l’ho presa pure io, ho visto anche qualche lacrima sciogliere l’inchiostro ma quante risate ho ascoltato, quelle vere di chi sta scoprendo cose nuove. Alcuni bambini sono cresciuti e sono tornati come genitori o come insegnanti. Ogni tanto qualcuno si ferma a guardarmi, mi accarezza e sorride come si fa quando si incontra un vecchio amico. Ora sto qui sulle scale e, vicino a me, c’è il mio compagno “Albero di Falcone”. Io e lui siamo entrambi testimoni del passato, lui delle battaglie per la giustizia, io delle battaglie per la conoscenza. A volte il vento smuove le sue foglie, mi accarezza e sussurrando mi dice che ciò che e’ stato vissuto non viene mai dimenticato.

Ma cosa vedi “vecchio banco“?

"Ho visto cambiare tante cose, ora i bambini lavorano insieme, su grandi tavoli quadrati, per condividere le loro idee e i loro pensieri. Forse è meglio così, forse oggi la scuola è un luogo dove crescere più liberi e responsabili. Ma io resto qui, con i miei piedi di legno piantati per terra, testimone di un mondo che cambia, custode di tanti ricordi".

Cosa è cambiato?

"Eppure, anche se in bilico tra passato e presente, vedo le stesse scintille negli occhi dei bambini e i loro sogni vivi e vibranti. E proprio osservando questi cambiamenti ho compreso una cosa importante: la bellezza della diversità. Io, con il mio legno consumato e il calamaio, racconto una scuola diversa da quella di oggi, dove il silenzio e la disciplina erano più importanti del dialogo. Oggi, i nuovi banchi, colorati e accoglienti, raccontano una scuola che invita al confronto, al lavoro di squadra. Mi chiamo “Il vecchio banco sulle scale” e se potessi parlare riempirei pagine e pagine di storie ma mi accontento di stare qui, pronto ad accogliere nuovi bambini con le loro speranze, i loro sogni e nuove avventure".