Terni, 2 aprile 2025 – Non sanno darsi una spiegazione. Nè del gesto, nè dei motivi. E’ incredulo Leon Sula, fratello di Ilaria, la studentessa 22enne di Terni trovata morta a Roma. "Non riusciamo a darci una spiegazione. Perchè lo ha fatto? Non capiamo perché lo ha fatto, lo sa solo lui", dice riferendosi all’ex fidanzato, attualmente in stato di fermo e principale indiziato dell’omicidio della ragazza. L’uomo, dopo un lungo interrogatorio, avrebbe confessato il delitto.
Ilaria, residente a Terni, viveva a Roma e studiava all’università La Sapienza."Ho parlato con Ilaria l'ultima volta due settimane fa perché era venuta a trovarci a Terni - ricorda ancora Leon - Era tranquilla e non mi ha parlato di problemi. Poi solo messaggi, ma non sono sicuro che li abbia scritti lei". Quanto al fermato dice: "Lui lo conoscevo, sono stati un anno insieme ma si erano lasciati".
Intanto c’è silenzio intorno alla casa di Terni dove abita la famiglia della 22enne. I parenti hanno vissuto ore di angoscia fin da quel 25 marzo, giorno della scomparsa di Ilaria. La 22enne è stata trovata morta oggi 2 aprile in una valigia in un dirupo in provincia di Roma. Nella palazzina a due passi dallo stadio, le finestre sono aperte, ma non si vede nessuno. Pochi anche i passanti. Alcuni vicini di casa, attoniti per l'accaduto, descrivono la famiglia come "persone perbene, educate". Il padre di Ilaria, secondo quanto appreso, è un operaio, la mamma è casalinga. Il fratello di Ilaria ha 19 anni.

Per il delitto, come accennato, c’è un uomo in stato di fermo. E’ il ragazzo di origine filippina con cui Ilaria aveva avuto una relazione. Il corpo della 22enne è stato ritrovato questa mattina all'alba dagli investigatori della polizia dentro un valigione in un'area boschiva nel Comune di Poli, alle porte di Roma. Le indagini si concentrate subito sulla fine della relazione con il ragazzo, che nelle scorse ore è stato interrogato dal pubblico ministero nonché dagli agenti della squadra mobile e del commissariato San Lorenzo che per primi hanno acquisito la denuncia della scomparsa della studentessa dai genitori. Dopo un lungo colloquio, il ragazzo avrebbe detto agli inquirenti di aver ucciso lui Ilaria.
La nota della Regione Umbria
Intanto anche dalla Regione Umbria si dicono sconvolti per quanto accaduto. “Il terzo femminicidio in Umbria, un fenomeno questo della violenza di genere che sembra non fermarsi. Per la presidente della Regione Umbria che esprime profondo cordoglio insieme a tutta la Giunta regionale – si legge nella nota – non possiamo più permettere che ciò avvenga perché ormai la violenza sulle donne non conosce confini sociali e culturali e richiede azioni concrete. Il caso di Ilaria Sula è emblematico di come il femminicidio non sia solo un atto criminale, ma un dramma che affonda le radici in dinamiche sociali e culturali ben più profonde”.
"La violenza contro le donne, spesso alimentata da relazioni malsane e squilibrate, è un fenomeno che mette in discussione la nostra capacità di educare le nuove generazioni alla parità, al rispetto e alla dignità reciproca. La Presidente ribadisce quindi, l'importanza di intervenire tempestivamente intensificando le azioni nelle scuole e nelle università, partendo dai giovani, per promuovere una cultura di rispetto e di consapevolezza. Oltre alla formazione nelle scuole, dobbiamo rafforzare i servizi di supporto alle vittime di violenza perché è urgente che la cultura del silenzio venga spezzata, e che ogni segnale di abuso venga ascoltato e affrontato. La discriminazione di genere, l’oggettivazione delle donne e la cultura della violenza non devono più trovare spazio nella nostra quotidianità. Solo un cambiamento profondo e un impegno costante delle istituzioni, dei cittadini e delle famiglie potranno contrastare efficacemente il femminicidio e garantire alle donne una vita libera da paura e violenza”.
L'assessorato regionale alle Pari opportunità evidenzia che in pochi mesi in Italia ci sono stati 15 femminicidi. Gli ultimi tre stretti in una manciata di giorni. "Oggi piangiamo Ilaria, originaria di Terni e fatta a pezzi a Roma. Domani a chi di noi toccherà? La violenza contro le donne non può più essere considera un fenomeno lontano, è una realtà che riguarda tutti, ogni giorno, in ogni angolo del nostro Paese e della nostra regione. E’ il riflesso di una cultura che, purtroppo, ancora oggi giustifica il possesso dell’uomo sulla vita delle donne, la loro libertà, le loro scelte. L'assessorato regionale alle Pari opportunità lavorerà per rilanciare misure immediate per contrastare questa folle violenza, interventi essenziali per far sì che nessuna donna si senta più sola. Innanzitutto il potenziamento dei centri antiviolenza, spazi di ascolto, supporto legale e psicologico. Poi una formazione capillare su progetti scolastici e comunitari che insegnino il rispetto reciproco, l’uguaglianza di genere e la consapevolezza sulle forme di abuso: i giovani hanno bisogno di quell’educazione affettiva e relazionale che in Italia manca da sempre. Occorre poi rafforzare le misure di protezione per le vittime, chi trova il coraggio di denunciare va protetta e tutelata”
"Lavoriamo anche ad azioni concrete per permettere alle donne di avere quella sicurezza economica e lavorativa che spesso è una leva fondamentale per allontanarsi da relazioni con uomini violenti. Allo stesso tempo occorre intensificare i controlli sugli uomini che hanno già compiuto atti di violenza. Per fare questo servono leggi più incisive e deterrenti: siamo di fronte a un’emergenza sociale che le donne pagano con la loro vita e questo è inaccettabile. La violenza si combatte con la cultura: per l'Assessorato regionale all'Istruzione si deve partire dalle scuole, parlare ai ragazzi, insegnare il rispetto, l’affettività, l’educazione sentimentale. Creare un programma che possa davvero fare la differenza. Perché un amore che uccide non è amore. Perché chi ama non possiede, non controlla, non annienta. Questo cambiamento deve partire anche dai banchi di scuola, deve essere responsabilità delle istituzioni e deve diventare un impegno collettivo”.
L’Università di Firenze
L’Università di Firenze esprime "profondo cordoglio e sdegno di fronte ai femminicidi di Sara Campanella, studentessa dell’Università di Messina, e di Ilaria Sula, che frequentava il corso di Statistica all’Università La Sapienza”.
"Giovani studentesse sono state uccise per il solo fatto di essere donne – dice la rettrice Alessandra Petrucci – Non possiamo restare indifferenti di fronte a una violenza sistemica, che continua a colpire nella quotidianità, in luoghi che dovrebbero essere sicuri”.