LUCA FIORUCCI
Cronaca

La morte di Andrea Prospero: "Attirato in quella stanza"

I familiari dello studente di 19 anni non credono al suicidio: "È stato portato lì in qualche modo, convinto anche con le maniere forti".

Lo studente è stato trovato morto in una stanza presa in affitto in via del Prospetto

Lo studente è stato trovato morto in una stanza presa in affitto in via del Prospetto

Andrea Prospero, in quella stanza presa in affitto in via del Prospetto, non c’è andato volontariamente. C’è stato attirato in qualche modo se non convinto, forse anche con le maniere forti. È la convinzione che i familiari del 19enne trovato morto il 29 gennaio a Perugia. Lo hanno ribadito ai microfoni della trasmissione Chi l’ha visto?, dove sono tornati a parlare della chat segreta di Telegram, con 96 utenti poi calati nei giorni successivi, e ai partecipanti hanno rivolto un nuovo invito: "Parlate, se non avete niente da nascondere. Se sapete qualcosa non abbiate timore a dirlo, aiutateci". Ammesso che quei due profili citati nella comunicazione fissata in cima alle conversazioni della chat stessa, hanno sottolineato ancora, siano effettivamente riconducibili a lui. Perché in questa storia, i cui confini sembrano farsi sempre più fumosi, i genitori dello studente di informatica avanzano più di un dubbio. A partire dal fatto che la prenotazione della camera del b&b a nome di Andrea sia stata fatta effettivamente da lui: "Nessuno gli ha consegnato in mano le chiavi, nessuno ne ha fatto il riconoscimento. Le chiavi erano in una cassettina con una combinazione. Potrebbe essere stato qualcuno a ritirarle, qualcuno a usare il suo nome". Qualcuno che potrebbe essersi approfittato di lui, è il sospetto della gemella Anna. Altro dubbio dei familiari: se Andrea avesse frequentato già dall’inizio del mese di gennaio quella stanza qualcuno lo avrebbe notato. Invece, nessuno si ricorda di lui. E poi c’è la videochiamata con la madre della domenica precedente alla scomparsa.

Andrea, racconta la donna durante la trasmissione televisiva, era seduto su una panchina, c’era vento e faceva freddo. Non voleva andare allo studentato per non disturbare il suo compagno di stanza. A quella data, secondo quanto accertato, la prenotazione era stata già effettuata, avrebbe potuto utilizzare quella stanza, sostengono i genitori. Anche se avrebbe potuto utilizzare la panchina per la videochiamata per non rivelare ai genitori il posto letto preso in affitto. Ma per i familiari il perché è chiaro: "Lì c’è andato solo il giorno della sua scomparsa". Non è stato lui a prenotare, ritengono. Allo stesso tempo, appaiono sospetti, come ribadito anche dall’avvocato Francesco Mangano, che con il collega Carlo Pacelli assiste la famiglia, i pacchi di corriere rinvenuti. Tra questi, quello con il computer che il ragazzo avrebbe avuto a disposizione da novembre. È stato lui ad acquistarlo? Qualcuno glielo ha regalato o ha utilizzato il pc come ricompensa per qualcosa? Il pacco è indirizzato ad altri, come gli altri due involucri, tutti fatti recapitare a punti di consegna. Sospetti. Mentre le indagini vanno avanti.