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La nuova giunta regionale sta cercando di intervenire su sanità e liste d’attesa
Perugia, 26 febbraio 2025 – Circa il 15% delle prestazioni sanitarie in lista di attesa saranno affidate ai privati convenzionati, il resto sarà svolto dalle due Asl e dalle Aziende ospedaliere dell’Umbria. Parliamo dunque di circa 4.500 esami o visite delle 30.600 annunciate dalla Direzione salute della Regione per abbattere le “liste” che saranno svolti dunque nelle strutture non pubbliche con fondi che le Aziende sanitarie hanno recuperato da prestazioni che nelle precedenti operazioni di recupero non erano stati utilizzati.
E’ quanto emerge dagli ultimi approfondimenti delle ultime ore da parte degli uffici del Broletto che hanno vagliato con attenzione criteri di affidamento al ’privato’, i quali – come annunciato dalla presidente Stefania Proietti – stavolta saranno diversi: non verranno consegnati ’pacchetti’ di esami alle strutture sanitarie private come accaduto in precedenza da smaltire tout court, ma una serie di prestazioni che sono state stabilite stavolta in base ad approfondimenti effettuati in modo oculato. Nello specifico la direzione Salute della Regione ha vagliato il tipo di richieste che sono in lista di attesa e i posti a disposizione nelle strutture pubbliche, con relativo approfondimento sul personale disponibile in quel determinato ambito, piuttosto che in altri. E alla fine è stato deciso come distribuire quelle 30.600 prestazioni che la Regione effettuerà nel 70 per cento dei casi entro la fine di aprile. Ai privati convenzionati sono state affidati perlopiù esami radiologici e Tac, mentre il resto sarà in gran parte realizzato negli ospedali o nei Centri di salute delle Asl. E dalla Regione ricordano che quegli oltre 30mila esami o visite sono ‘caselle da riempire’, ovvero pazienti e cittadini inseriti nel percorso di tutela che via via verranno richiamati in base alla tempistica della prestazioni (urgente, differibile, programmabile).
E quindi se un cittadino chiama il Cup con un certo tipo di prescrizione, avrà una risposta che andrà proprio in base alla tempistica prevista. Se è urgente, ad esempio, si può essere inseriti nel percorso di tutela è vero, ma è probabile che nel giro di qualche giorno si verrà ricontattati. A volte può capitare invece che venga assegnata già una data precisa, sia essa urgente o meno. Ma quel che non ci si può aspettare nell’immediato – purtroppo – è che i tempi per le prestazioni vengano perfettamente rispettati.