REDAZIONE UMBRIA

Perugia-Assisi, l’impegno si mette in Marcia

Fervono i preparativi per celebrare al meglio (e in sicurezza) i sessant’anni dal primo evento per la pace voluto da Aldo Capitini

Torna, domenica prossima, la Marcia per la pace Perugia-Assisi a sessant’anni dalla prima edizione organizzata nel 1961 da Aldo Capitini. Avrà per tema "I care", perché la cura è il nuovo nome della pace – come sottolineano gli organizzatori - e sarà il momento culminante della Settimana della Pace che ha preso il via il 4 ottobre con la festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia.

Un’iniziativa storica dell’Umbria che vuole essere riconosciuta dall’Onu "Patrimonio dell’Umanità": in tal senso è partita un’apposita campagna di mobilitazione. Dopo la catena umana dello scorso anno, legata all’emergenza sanitaria del Covid-19, il popolo della pace si rimetterà dunque in movimento, con la partenza da Parugia, di primo mattino, alle ore 9, dai Giardini del Frontone e l’arrivo alle 15 alla Rocca Maggiore di Assisi, toccando, lungo il tracciato Ponte San Giovanni, Ospedalicchio, Collestrada Bastia Umbra e Santa Maria degli Angeli (alle ore 13), per un totale di 24 chilometri.

Dalla cittadina della Porziuncola l’ultimo tratto, di 5 chilometri, con il passaggio dapprima sulla piazza inferiore di San Francesco davanti alla Basilica del Santo (alle 14) e poi l’arrivo sulla sommità che domina la città, sul piazzale della Rocca maggiore intitolato alle Libertà Comunali, dove è prevista la manifestazione conclusiva.

"Un evento che ancora oggi continua a muovere migliaia di persone impegnate per la pace e i diritti umani" aveva evidenziato, in sede di presentazione dell’evento, Flavio Lotti, coordinatore della Marcia, con adesioni che stanno giungendo da tutta Italia e dall’estero. Forte è la consapevolezza che la pandemia è ancora in pieno corso andando a incrociare una crisi sociale ed economica molto pesante, specialmente per i più poveri e vulnerabili. Senza dimenticare altri fenomeni, come la crisi climatica che sta peggiorando e che sta creando ulteriori disparità fra i popoli. E nonostante tutto questo – viene rimarcato dai promotori - non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari. C’è la consapevolezza forte che, per affrontare e risolvere questi grandi-problemi-comuni-glocali, c’è bisogno dell’impegno di tutti gli abitanti della terra, cittadini, cittadine e istituzioni di ogni livello. Occorre sviluppare una mentalità e una cultura del "prendersi cura" capace di sconfiggere l’indifferenza, lo scarto e la rivalità che purtroppo prevalgono. Cura delle giovani generazioni, cura della scuola, cura degli altri, cura del pianeta, cura del bene comune e dei beni comuni, cura dei lavori di cura, cura della città, cura dei diritti umani, cura della democrazia.

Sul piano delle norme anticovid gli organizzato, nel sottolineare che non sarà necessario avere il Green pass, invitano a comportamenti all’insegna dell’impegno e della cura reciproca: indossare la mascherina, avere gel igienizzante per le mani, mantenere sempre la distanza minima di sicurezza, evitare assembramenti.