SOFIA COLETTI
Cronaca

Pietrafitta Il rilancio del Museo Paleontologico

La Direzione regionale svela i progetti di restauro e valorizzazione per oltre 300mila euro. E c’è anche l’arte contemporanea

La Direzione regionale svela i progetti di restauro e valorizzazione per oltre 300mila euro. E c’è anche l’arte contemporanea

La Direzione regionale svela i progetti di restauro e valorizzazione per oltre 300mila euro. E c’è anche l’arte contemporanea

Inizia una nuova storia per il Museo Paleontologico “Luigi Boldrini“ di Pietrafitta, una realtà unica nel panorama nazionale per la sua strepitosa collezione di reperti fossili risalenti a un milione e mezzo di anni fa, dominata da giganteschi mammuth che occupano, ognuno nella sua “culla“, il salone principale (foto sopra).

I progetti di restauro, valorizzazione e condivisione con la cittadinanza, per un investimento di oltre 300mila euro, sono stati presentati ieri (foto sotto). "Vogliamo accendere un nuovo faro sul museo, raccontare le prime iniziative concrete di un percorso che durerà anni" sottolinea Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria: dopo l’acquisizione da parte del Ministero della Cultura nel novembre 2022, il Museo Paleontologico è entrato infatti nel circuito della Direzione regionale, impegnata anche nello studio, nella conservazione e nella valorizzazione dei suoi reperti. Per lanciare il nuovo corso, D’Orazio ha coinvolto le istituzione, a conferma del rapporto strettissimo, simbiotico, tra il Museo e il territorio di Pietrafitta che grazie alle sue contingenze geologiche, climatiche e ambientali, con le miniere di lignite, ha reso quasi ordinario il fenomeno rarissimo della fossilizzazione. Per l’assessore regionale Simona Meloni "il museo ha finalmente recuperato lo spazio che gli spetta di diritto. Adesso la sfida è creare un racconto intorno, per attrarre sempre più persone, ripensando il ruolo della formazione e i rapporti con le scuole". La parola poi ai sindaci Roberto Ferricelli di Piegaro e Giulio Cherubini di Panicale: gli enti locali, ricordano, stanno affiancando la Direzione regionale per il rilancio del museo. "Archiviamo il passato e guardiamo al futuro. Finalmente c’è una prospettiva".

A raccontare quello che succede nel Museo “Luigi Boldrini“ (dal nome del minatore che per primo identificò i reperti) è Tiziana Caponi, direttrice della struttura dalla sua riapertura, il 15 giugno 2023. Due sono i progetti paralleli in corso. Il primo, con un finanziamento di 162mila euro, riguarda l’efficientamento energetico per mantenere condizioni ambientali ottimali con temperatura e umidità costanti: la struttura verrà riqualificata anche con una nuova pompa di calore che verrà montata ad aprile. Grazie invece al finanziamento di 150mila euro stabilito dal Ministero della Cultura per il Museo, si procederà al restauro conservativo e alla messa in sicurezza del materiale paleontologico, con lavori affidati entro l’anno. “Vista la storia dei reperti e dei precedenti interventi, servirà una visione olistica, per bloccare il degrado in atto in alcuni reperti e affrontare i nuovi restauri" ha spiegato Daniele Costantini, restauratore della Direzione regionale, ricordando gli accordi di collaborazione con le Università di Perugia e di Bologna, il Politecnico di Milano, il Cnr e l’Istituto Superiore per Conservazione e Restauro del Mic. "La collezione di Pietrafitta – ha ricordato il professor Marco Cherin di Unipg – verrà ristudiata tutta da zero con novità rivoluzionarie in arrivo".

Sul fronte della valorizzazione, il direttore D’Orazio ricorda infine la partecipazione al bando ministeriale “Museo Rigenera”: "In caso di aggiudicazione, ci consentirà di riqualificare gli spazi del museo con l’intervento monumentale di Pietro Ruffo, uno dei maggiori artisti contemporanei con le sue opere in dialogo equilibrato con i reperti. Il progetto verrà deciso insieme alla comunità locale e cambierà il volto del Museo. Sarà la seconda apertura all’arte contemporanea, dopo la street art di Alice Pasquini sulle pareti esterne". Il Museo è aperto dal martedì al giovedì (soprattutto per le scuole) e poi il sabato e la domenica. In arrivo c’è anche un progetto di riqualificazione ambientale e archeologia industriale promosso dall’Enel, nell’ex area mineraria di Pietrafitta.