
L'esterno e l'interno della nuova Casa Maitò
Forte dei Marmi (Lucca), 4 aprile 2025 – Un nuovo hotel di lusso a Forte dei Marmi: Casa Maitò, albergo e galleria d’arte del Gruppo Continental, rinasce dopo la completa trasformazione del vecchio hotel Giada. Con la firma progettuale dell’architetto Marco Casamonti e del suo studio, Archea associati, la struttura presenta cinque suite d’élite ed una suite presidenziale all’ultimo piano, corredata di piscina panoramica e un soggiorno all'aperto che offre un suggestivo panorama a 360 gradi sulla Versilia.
Esperienza esclusiva per clienti selezionati
L’hotel, destinato a un numero selezionato di dipendenti, offre la possibilità di affitto settimanale dell’intero edificio a circa 120mila euro. Tale formula si intreccia con servizi personalizzati, in sinergia con il vicino Maitò Beach Club, anch’esso sotto la gestione del Gruppo Continental. "Casa Maitò rappresenta un modello unico nel suo genere, trascendendo le tradizionali classificazioni alberghiere basate sul numero di stelle", si legge in una nota ufficiale, sottolineando la peculiarità dei rapporti tra le camere, i servizi e le aree leisure offerte.
Design e servizi esclusivi
Caratteristica distintiva è il rivestimento dell’edificio, un intreccio di tarsie e gelosie ceramiche montate su telai metallici mobili che offrono una vista ininterrotta sul litorale. La gamma di servizi è arricchita, sebbene il ristorante non sia ancora operativo, da una zona benessere, dotata di piscina rivestita in marmo verde alpi, sauna, bagno turco, sala massaggi e palestra, con un diretto collegamento al Maitò Beach Club.
Arte e architettura interna
L’interno di Casa Maitò non è da meno, valorizzato da prestigiose opere d’arte contemporanea. Da menzionare l’ingresso, suggellato dall’opera di Emilio Isgrò, con una porta in bronzo e pannelli neri. Al piano terra, la bolognese Francesca Pasquali ha realizzato un soffitto suggestivo, con scaglie metalliche che riproducono il luccichio del mare. In uno scenario di marmi e legni, la scala centrale ospita una maestosa scultura di Gustavo Vélez, mentre il bar/reception, ideato dall’armeno Mikayel Ohanjanyan, si presenta come un blocco di marmo unito da cavi d’acciaio.