
Una giornata nel segno dell’allegria, con il presidente Giorgio Fazzini che esulta di gioia
VIAREGGIO
Alzi la mano chi a Viareggio, ma anche a livello nazionale, non conosce Giorgio Fazzini (nella foto) classe di ferro 1933: non si alza nessuna mano, perché Giorgio Fazzini, viareggino, ha scritto la storia del tennis, del tennis importante quando la bravura, la professionalità, la passione per la racchetta non erano celebrate dai social, ma dalle pagine della cronaca nazionale e lui di quelle pagine ne ha scritte tante. Prima giocatore di fascia alta, poi capitano della Nazionale di Coppa Davis, dirigente federale, organizzatore di eventi, presidente del Circolo Tennis Viareggio, uno dei più anziani d’Italia, fino a pochi anni fa ancora giocatore, è un’autorità dello sport. Giorgio Fazzini ha fatto tesoro dei valori belli e positivi dello sport non solo quando ha impugnato la racchetta, ma anche quando ha trasformato questi valori in un’ esperienza fuori dai campi in terra battuta o erba e ha dato vita alla Fondazione Ti amo: il faro sulle malattie rare con la quale ha fatto conoscere Viareggio a livello nazionale quando nessuno, agli inizi degli anni 2000, parlava di malattie rare e di cosa fare per conoscerle meglio e per abbattere le barriere del pregiudizio a favore di una cultura dell’inclusione. Nei primi anni della Fondazione la città è stata un punto di riferimento sotto i profilo medico, il percorso è andato avanti, è cresciuto fino a oggi. Fazzini presidente della Fondazione è l’ispiratore di questo gruppo di volontari che gioca una partita importante: la partita del cuore aperto agli altri. La fondazione è figlia di quella partita che il campione Giorgio Fazzini ha giocato su un altro campo, diverso dai campi da tennis, ma un campo che ha prodotto una pagina di inclusione sociale, di modello di sinergia tra Comune e privato, tra associazioni che giocano tutte nella stessa direzione: vincere in solidarietà, vincere in inclusione, vincere sul pregiudizio. E anche su questo campo diverso, ben diverso da quelli dove ha impugnato la racchetta, Giorgio Fazzini, che la sua città ama e stima e lo ritiene una voce autorevole del tennis, ha vinto. Ha vinto una partita forse ben più importante: quella dell’amore per gli altri, quella della generosità che ha lo sguardo verso gli altri, lo sguardo bello di sua nipote Carolina: per lei e per tante altre Caroline è nata la Fondazione: giocatori che indossano la casacca dell’altruismo e vincono tutte le partite.
m.n.