MARIA NUDI
Cronaca

Il cancello è aperto a tutti. Viaggio nella Fondazione Ti amo. I progetti e i sorrisi dei volontari

Incontro, relazione, partecipazione sono i valori di riferimento di questa cittadella dell’altruismo. Onoterapia, cantoterapia, e anche il centro estivo e invernale organizzato con il Comune.

Incontro, relazione, partecipazione sono i valori di riferimento di questa cittadella dell’altruismo. Onoterapia, cantoterapia, e anche il centro estivo e invernale organizzato con il Comune.

Incontro, relazione, partecipazione sono i valori di riferimento di questa cittadella dell’altruismo. Onoterapia, cantoterapia, e anche il centro estivo e invernale organizzato con il Comune.

VIAREGGIO

Il cancello è aperto: può entrare chiunque per vedere e conoscere, restare o andare via senza che nessuno dica niente. Quando si entra, sulla sinistra c’è un prato arricchito dai fiori, il giardino sensoriale una zona ben curata; sulla destra si vede da lontano un recinto dove tre asinelli, uno dei quali piccolo, sgambettano, si nutrono, per poi raggiungere la stalla. Accanto al recinto degli asinelli, c’è un’altra zona ben curata dove è stato avviato un progetto che si chiama ’Colti.Vi.Amo’ e nel viaggio che La Nazione ha fatto in via della Bozzana Est, a pochi chilometri dalla città, il perché di quel nome si svela grazie a tre ciceroni, Marco Franciosi, Angela Zanna, Laura Canova, che lo raccontano con il cuore in mano. In quella zona si porta avanti l’agricoltura, prodotti biologici, e l’inclusione, perché gli agricoltori sono persone speciali, persone che vivono la condizione della disabilità di vario tipo, ma che grazie a volontari qualificati e grazie al Comune di Viareggio, che svolge funzione di persona giuridica e che ha dato l’area in comodato tanti anni fa, si sentono persone utili, persone uguali agli altri, anzi con il cuore più grande perché, loro e le loro famiglie, accolgono chiunqe senza barriere, ma con il sorriso e la gioia.

Di fianco al recinto con i tre asinelli, Carlotta, donata da Simonetta Barabino moglie di Marcello Lippi, Pimpinella e Artù, che assolo 5 mesi, c’è un’abitazione con sopra una targa "casa dei preti operai": si entra e si trovano ambienti gioiosi, ben curati, puliti, dove si può utilizzare una cucina, anche questo uno spazio dove tutto è al suo posto e dove si respira un’aria particolare, un’aria leggera che profuma di buono. Non è la pubblicità del Mulino Bianco, bensì siamo nella sede della Fondazione T.i.a.m.o: una realtà che coniuga il buon governo del Comune con la solidarietà dei volontari, una decina di persone che oltre ad avere un cuore grande sono professionalmente preparate e portano avanti da anni progetti di inclusione che guardano al futuro, progetti che consentono a una dozzina di famiglie che vivono la condizione della disabilità di avere un posto dove i figli sono accolti, amati, grazie a progetti finalizzati a tre valori: il valore dell’incontro, della relazione e dell’inclusione con uno spirito che si racchiude in questa semplice frase: da cosa, nasce cosa. E di cose e di progetti la Fondazione T.i.a.m.o, nata grazie al cuore, alla sensibilità e alla generosità di Giorgio Fazzini, presidente della Fondazione, negli anni ne ha promosso tanti e tanti ne porta avanti.

Con una metafora è un faro che illumina le realtà che altrimenti vivrebbero nell’ombra. Il nome della fondazione è una sigla che significa: tutti insieme associazione malattie orfane. Orfane da cosa? E’ la domanda alla quale Marco Franciosi, consigliere e volto operativo come gli altri volontari della Fondazione, risponde prontamente. "Si tratta di malattie rare – dice – quelle malattie rare per le quali è necessario accendere un faro di attenzione e per le quali le famiglie vivono una situazione di difficoltà maggiore. Sono malattie che possono colpire a livello fisico, cognitivo. Malattie per le quali grazie a Giorgio Fazzini, nonno di Carolina, che oggi è una giovane donna, molti anni fa ha fatto di Viareggio una città pilota anche per le cure e poi negli anni il percorso è andato avanti e sono nati i progetti". Carolina, la nipote di Giorgio Fazzini, convive con la sindrome di Rett. Questa sindrome, conosciuta con il nome non scientifico di "bambine dagli occhi belli" data la loro spiccata capacità di comunicare con lo sguardo, è una malattia molto rara. L’incidenza della sindrome di Rett, nel 2022, era pari a un caso ogni 10.000 nati e rappresenta la seconda causa di ritardo cognitivo nel genere femminile.