FRANCESCA NAVARI
Cronaca

La nuova Casa Maitò. Hotel e galleria d’arte si affitta solo per intero

L’ultima scommessa del Gruppo Continental in dialogo con la spiaggia. Sei suite superlusso per 120mila euro a settimana: già boom di richieste.

Casa Maitò, l’ultimo ’gioiello’ dell’hotellerie sul lungomare

Casa Maitò, l’ultimo ’gioiello’ dell’hotellerie sul lungomare

Un boutique hotel con l’anima di una stupefacente galleria di creazioni contemporanee. Casa Maitò è l’ultimo ’gioiello’ dell’hotellerie che nasce dalla riqualificazione e trasformazione (mantenendo i volumi) dell’ex hotel Giada. Una struttura che garantisce occupazione a una quindicina di dipendenti con la formula dell’affitto completo settimanale ad un costo di circa 120mila euro con servizi ‘in dialogo’ col vicino Maitò beach club, lo stabilimento balneare sempre del Gruppo Continental. Per il design la proprietà si è affidata alla mano dell’archistar fiorentino Marco Casamonti e il suo studio Archea Associati. L’appeal esterno è di tarsie e gelosie di ceramica, montate su pannelli scorrevoli elettricamente che compongono la facciata in una sequenza variata di foglie che si ispirano ai disegni floreali che decorano le ceramiche dei primi del ‘900. L’edificio ospita cinque suite esclusive arredate con materiali pregiati: ottone, bronzo, rame, legni rari, pelle e tessuti di altissima qualità. Poi c’è la grandissima suite presidenziale all’ultimo piano e al piano attico con terrazza con piscina panoramica e un soggiorno all’aperto. Un dettaglio esclusivo della suite è il soffitto, che riproduce il plastico dell’intera Versilia con una mappa tridimensionale della costa e dei suoi edifici più iconici, mentre il pavimento è realizzato attraverso una colata di resina trasparente che fissa la sabbia della spiaggia di Forte dei Marmi increspata dal mare e dal vento. Al piano terra la hall, un ampio spazio soggiorno e la cucina del ristorante (che verrà attivato in un secondo momento); al livello interrato la zona benessere con una piscina, sauna, bagno turco, sala massaggi e palestra.

La particolarità è data dall’intrecio d’arte. L’ingresso è segnato da un’imponente porta con telaio bronzeo su cui sono stati incastonati due pannelli neri, opera di Emilio Isgrò. All’interno, il soffitto del piano terra è stato realizzato dall’artista bolognese Francesca Pasquali che ha immaginato un’installazione di scaglie metalliche scintillanti e variamente inclinate evocativo delle vibrazioni e dei riflessi della superficie del mare. Il vano scala, completamente rivestito in marmo con gradini in legno, è impreziosito nel centro da una scultura di Gustavo Vélez sottoforma di un incremento di acciaio inox lucido che si estende dal piano terra fino alla sommità dell’edificio alla stregua di una fiamma. Casa Maitò contiene moltissime altre opere d’arte come il bancone bar/reception ideato dallo scultore armeno MIkayel Ohanjanyan, dove un blocco di marmo tagliato è tenuto assieme da cavi d’acciaio che lo attraversano come fosse un pietra soffice, o le suggestive immagini del fotografo fiorentino Massimo Listri. Ma è principalmente essa stessa un’opera d’arte voluta per rendere ancora più prezioso ed unico Forte dei Marmi.