SERGIO IACOPETTI
Cronaca

L’alfiere Pincianello ha più di 50 anni

Che cosa sarebbero le feste rionali senza una icona? Un vero alfiere, in carne ed ossa, che rappresenti l’identità di...

Che cosa sarebbero le feste rionali senza una icona? Un vero alfiere, in carne ed ossa, che rappresenti l’identità di...

Che cosa sarebbero le feste rionali senza una icona? Un vero alfiere, in carne ed ossa, che rappresenti l’identità di...

Che cosa sarebbero le feste rionali senza una icona? Un vero alfiere, in carne ed ossa, che rappresenti l’identità di un quartiere? Ecco a voi Pincianello la maschera simbolo del Rione Vecchia Viareggio - maschera nata nel 1972 su idea di Elio Pardi, che prese spunto dalla via Pianciana, e realizzata da Dino Meacci -. A indossare i panni che furono di Bruno Costa, di Enrico Lombardi, dell’indimenticabile Aurelio Bonuccelli, di Roberto Poli e di Sofia Guerrieri adesso è il 37enne Andrea Pinucci.

Andrea da quanto ricopri questo ruolo?

"Da ben 11 anni".

Come è nata l’idea di mascherarsi?

"In realtà più che un’idea è stata una coincidenza fortunata".

Quale è la cosa che trovi più bella nell’interpretare tale ruolo?

"In realtà è tutto bellissimo, qualcosa forse di inspiegabile a parole".

Per quanto tempo pensi ancora di vestire i panni di Pincianello?

"Finché avrò il fiato per poterlo fare".

Come concili tale impegno con il lavoro?

"Non è affatto semplice, ma il Carnevale dura pur sempre un solo mese. Cerco di non saltare nessun appuntamento rionale, sia della Vecchia Viareggio che delle altre realtà rionali. In fondo sono sacrifici che faccio volentieri".

Cosa rappresenta per te la maschera rionale?

"La mia anima carnevalesca". Per un mese l’anno diventi una sorta di star...

"Fare foto con i bambini, soprattutto, mi dà una gioia immensa. Loro sono il futuro del Carnevale".