
L’imprenditore Stefano Varia illustra l’ipotesi di project financing presentata assieme a due concessionari di stabilimenti balneari
La proposta giunta sul tavolo dell’amministrazione comunale è originale e apripista. Perchè è l’unica del genere in Italia. Tre imprenditori si offrono ricostruire a proprie spese le due spiagge comunali attrezzate a Ponente e Levante (Le Dune e Le Boe) in cambio della proroga automatica per 20 anni della concessione dei propri stabilimenti balneari. La formula del project financing è stata depositata da Stefano Varia, titolare del colosso Varia Costruzioni assieme a due concessionari balneari, per un investimento complessivo di 2 milioni e mezzo e forti del parere legale di due avvocati che avvalorerebbe la fattibilità dell’operazione che, di fatto, permetterebbe di sottrarre le spiagge all’asta imposta dalla Bolkestein per il 2027. "Si tratta – chiarisce Stefano Varia – di una proposta ai sensi dell’articolo 193 del codice dei contratti pubblici che quindi non è legato alla normativa delle aree demaniali marittime. L’idea è di demolire e ricostruire in modo più funzionale i due bagni comunali facendo così un’opera pubblica che viene ripagata col rinnovo delle concessioni. La cosa è fattibile: la mia azienda in passato ha realizzato il pontile di Lido di Camaiore proprio con un project financing e l’amministrazione comunale in cambio ha dato in concessione i parcheggi e l’esecizio commerciale in cima al pontile per ammortizzare l’opera costruita".
La palla passa adesso all’amministrazione comunale a cui spetta decidere se considerare o meno di pubblico interesse la proposta e, nel caso, indire la gara europea per il rifacimento delle due spiagge comunali, con prelazione per il proponente. I tempi sono contingentati visto che la decisione del Comune dovrebbe esser formalizzata entro fine 2025 per permettere di concludere l’intero project per il 2027, anno di scadenza delle concessioni demaniali. "Abbiamo due pareri legali che confermano la fattibilità dell’operazione – rimarca l’imprenditore – e potrebbe essere una valida soluzione sia per i balneari che per l’amministrazione comunale: quest’ultima infatti mandando in asta gli stabilimenti come da direttiva Bolkestein non otterrebbe niente in cambio, mentre grazie a questa soluzione innovativa avrebbe opere pubbliche finanziate dal privato e continuità nella gestione degli attuali stabilimenti balneari".
Francesca Navari