
Una dozzina di attivisti fuori da Palazzo Mediceo al termine del consiglio
Fischi, applausi ironici al grido di "bravi, bravi" e striscioni di protesta. Al termine del consiglio comunale c’è stata la contestazione da parte di una dozzina di ambientalisti rappresentanti di 50 associazioni, nei confronti del sindaco e degli esponenti di maggioranza che hanno approvato la scheda 12 dei Piani Attuativi dei bacini Tacca Bianca e Mossa sul Monte Altissimo. Per la verità un passaggio formale visto che i due siti già sono stati riattivati.
La seduta è stata particolarmente agitata fin dall’inizio: il consigliere di opposizione Riccardo Biagi ha chiesto di rinviare il dibattito in attesa delle sentenze sugli usi civici. Di fronte al niet del sindaco Alessandrini, Biagi e la consigliera Clarissa Pardini hanno abbandonato l’aula, e il documento è passato a maggioranza. "Una vergognosa farsa – commentano gli ambientalisti – l’argomento più importante all’ordine del giorno, inerente l’approvazione dei piani estrattivi delle cave Tacca Bianca e Mossa sul monte Altissimo, è stato inserito all’ultimo dei 12 punti di una interminabile e tediosa seduta consiliare, e questo la dice lunga sul maldestro tentativo di sindaco e giunta per fare passare con scarsissima visibilità questo atto. D’ufficio sono state respinte la quasi totalità delle prescrizioni inserite dalla Regione a tutela delle cavità carsiche e dei versanti in corso di rinaturalizzazione. Prescrizioni respinte dato che sindaco e consiglieri hanno ritenuto che Henraux questa volta si comporterà con estrema diligenza rispetto alle indicazioni suggerite dagli uffici comunali, sempre in autogestione perché nessuno controlla. La noncuranza con cui questa amministrazione calpesta i principi democratici dimostrata nell’aver di fatto impedito lo svolgimento delle elezioni dell’Asbuc, fa il pari con la fretta di soddisfare le richieste di Henraux, a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini e nella totale incapacità di individuare piani di sviluppo di economie alternative alla devastazione delle nostre montagne".
Gli ambientalisti scenderanno in piazza domenica 13 aprile con raduno alle 10,30 davanti a Palazzo Mediceo: per ottenere l’elezione e l’insediamento dell’Asbuc "e un cambiamento radicale che sottragga all’estrattivismo il monte Altissimo, un bene comune di valor civico, sociale, ambientale, storico e paesaggistico". "Alcune organizzazioni – anticipano gli attivisti – stanno valutando se, a tempo debito, sarà anche necessario agire nelle sedi competenti per chiedere opportune verifiche sul corretto comportamento dei consiglieri comunali che hanno varato la delibera".
Francesca Navari