MARTINA DEL CHICCA
Cronaca

Prende forma il sabbiodotto. Opera da 7,3 milioni di euro per l’imboccatura del porto

Giani, Del Ghingaro, Baccelli e Lucchesi hanno presentato l’inizio dei lavori: “Un intervento fondamentale per lo sviluppo e la sicurezza dell’approdo”. E la sabbia dragata “sarà impiegata per il ripascimento delle coste erose”

La stretta di mano fra il sindaco Del Ghingaro e il Governatore Giani alla presentazione dell’avvio dei lavori del sabbiodotto alla Cittadella della Pesca (Foto Umicini)

La stretta di mano fra il sindaco Del Ghingaro e il Governatore Giani alla presentazione dell’avvio dei lavori del sabbiodotto alla Cittadella della Pesca (Foto Umicini)

Viareggio, 1 aprile 2025 – Risale al 1936 il primo dragaggio nel porto di Viareggio, anche il primo realizzato in Italia. E con lo sviluppo della cantieristica, e la crescita delle produzioni, il fenomeno dell’insabbiamento all’ingresso dell’approdo, caratterizzato dalle correnti, si è fatto sempre più urgente. Per rimediare, negli anni, si sono dunque succeduti diversi interventi, mai risolutivi, fino al bypass realizzato nel 1980 e rimasto in funzione fino al 1998. Da quel momento l’intervento di escavo è stato affidato alle draghe, chiamate regolarmente, e talvolta anche straordinariamente, ad intervenire per rimuovere i sedimenti dal fondale e garantire quindi l’accesso all’approdo. Per restituire l’entità di volume del fenomeno da gennaio 2002 ad aprile 2013 (secondo i dati forniti dal Comune) sono stati prelevati quasi un milione di metri cubi di sabbia. Ma ieri, dopo un lungo iter, sono finalmente cominciati i lavori per la realizzazione del nuovo sabbiodotto, un’opera da 7.3milioni di euro “unica nel suo genere”, finanziata dalla Regione, che renderà sistematica l’escavazione.

All’inaugurazione del cantiere, già allestito sulla sponda del Muraglione, con un presentazione istituzionale nella sala del nuovo Mercato Ittico, ieri erano presenti tutti i vertici delle associazioni di categoria e delle imprese che operano in Darsena, a testimonianza di quanto l’infrastruttura fosse attesa dalla comunità del porto. “Questa è stata una delle prime opere che ci siamo proposti di realizzare all’inizio della legislatura, nel 2020” ha ricordato il presidente della Regione Eugenio Giani, “Consapevoli dell’importanza di questo luogo ma anche della sua fragilità”. Per finanziarla vennero impegnati gli anticipi del Fondo di coesione e sviluppo “E ciò ha permesso all’Autorità Portuale di avviare già nel 2021 il percorso di progettazione”.

Che già discusso nell’era di Fabrizio Morelli, è partito con il segretario Alessandro Rosselli si è concretizzato con il successore, Massimo Lucchesi. “L’obiettivo – ha anticipato Lucchesi – è rendere l’impianto operativo per la primavera 2026”, considerata anche la sospensione dei lavori durante la stagione balneare. “Oltre a rimediare al problema dell’insabbiamento all’imboccatura del nostro porto, con i sedimenti raccolti – ha aggiunto – sarà possibile prevedere il ripascimento delle coste caratterizzata dal problema dell’erosione”. Parte dalla sabbia raccolta resterà a Viareggio e sarà dunque riversata sul dorsale di Ponente, “E in base ad un accordo che ci prepariamo a ratificare – ha aggiunto l’assessore regionale alle infrastrutture, Stefano Baccelli – una parte sarà inviata per il ripascimento della spiaggia di Poveromo”.

Per il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, la realizzazione del sabbiodotto, dopo il completamento del nuovo mercato ittico, è un altro tassello della pianificazione strategica dello sviluppo del porto di Viareggio, che “Va oltre la logica localistica. In questi 4-5 chilometri di territorio, tra pesca, diporto, turismo e imprese nautiche – ha ricordato – si movimentano milioni di euro e si produce un pezzo di Pil importantissimo per Viareggio ma anche per l’economia Toscana”. In base all’intesa tra Comune di Viareggio e Regione, rinnovata a dicembre 2023, restano ancora un paio di tasselli per completare il puzzle: la via del Mar, per cui Giani ha annunciato “novità” nei prossimi giorni”, e lo sviluppo del “Triangolino“, terzo lotto dei lavori iCare, per l’ormeggio dei grandi yacht.